Istat fotografa il terzo settore nel nostro Paese: al 31 dicembre 2023 le istituzioni non profit attive in Italia sono 368.367 e, complessivamente, impiegano 949.200 dipendenti. Rispetto al 2022, anno in cui si era registrato un lieve calo, le istituzioni riprendono a crescere (+2,3%) mentre i dipendenti aumentano del 3,2% consolidando il trend di crescita riscontrato nell'anno precedente. L'incremento del numero di istituzioni non profit è tuttavia condizionato da un effetto statistico: è migliorato il grado di copertura delle fonti informative utilizzate nel registro di riferimento. Al netto di questo effetto, l'incremento è più contenuto e pari +0,6%.
Nel 2023, le istituzioni crescono in tutto il Paese, in particolare al Sud (+4,1%), dove gli incrementi più rilevanti si riscontrano nelle regioni Basilicata (+7,4%), Abruzzo e Puglia (+5,2% entrambe) e Calabria (+3,7%).
Il 49,7% delle istituzioni non profit è attivo al Nord, il 22,0% al Centro, il 18,8% e il 9,5% rispettivamente al Sud e nelle Isole.
Tra il 2022 e il 2023, la crescita del numero delle istituzioni non profit ha interessato principalmente le associazioni (+2,6%) e le fondazioni (+2,5%) mentre le cooperative sociali, in calo dal 2018, continuano a diminuire (-2,6%). L'associazione è la forma giuridica che raccoglie la quota maggiore di istituzioni non profit (85,3%), seguono quelle con altra forma giuridica (8,4%), le cooperative sociali (3,9%) e le fondazioni (2,4%).
L'andamento in controtendenza del numero di istituzioni che contraddistingue le cooperative sociali rispetto alle altre forme giuridiche del settore non profit può essere posto in relazione con l'evoluzione delle altre cooperative a mutualità prevalente i cui dati sono diffusi dal registro statistico delle imprese attive (Asia-Imprese). La diminuzione del numero di cooperative sociali attive in Italia, tra il 2018 e il 2023, è in linea con quanto si osserva tra le altre cooperative a mutualità prevalente.
Rispetto al 2022, le istituzioni non profit crescono nei settori delle attività ricreative e di socializzazione (+13,7%), della filantropia e della promozione del volontariato (+8,9%) della tutela dei diritti e attività politica (+8,8%), prevalentemente per effetto dell'aumento delle associazioni di promozione iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Il settore delle attività sportive registra la diminuzione maggiore di istituzioni non profit (-2,8%).
Il settore dello sport raccoglie il numero di istituzioni non profit più elevato (32,3%), seguito da quelli delle attività ricreative e di socializzazione (16,6%), delle attività culturali e artistiche (15,4%), dell'assistenza sociale e protezione civile (9,4%).
Nel 2023, la distribuzione del personale dipendente permane concentrata in pochi settori quali assistenza sociale e protezione civile (50,0%), istruzione e ricerca (14,5%), sviluppo economico e coesione sociale (11,0%) e sanità (10,1%).
Fonte: www.istat.it