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Comunicazione sanitaria: spesa, non risorsa
18 maggio 2006

 
Lunedi 15 maggio 2006, presso l'Università di Catania si è svolto il convegno, organizzato dalla delegazione regionale siciliana di "Comunicazione Pubblica", dal titolo "La comunicazione pubblica e la salute".

All'incontro erano presenti gli operatori della comunicazione e dell'informazione della maggior parte delle aziende sanitarie siciliane, oltre che giornalisti, rappresentanti delle associazioni di volontariato, studenti delle facoltà catanesi di Scienze della comunicazione e cittadini, tutti estremamente interessati all'argomento trattato.

L'incontro, patrocinato dall'Assessorato Regionale alla Sanità, dalla Provincia Regionale di Catania e dall'Azienda USL 3 di Catania, si è tenuto presso la Facoltà di Lettere e Filosofia il cui Preside Enrico Iachello, insieme a Gabriella Alfieri, Presidente del corso in Scienze della Comunicazione, hanno manifestato attenzione verso l'attività complessiva dell'Associazione proponendo future collaborazioni. Interesse verso efficaci collaborazioni, è stato espresso e sollecitato anche dai docenti del Corso di Laurea in Scienze per la Comunicazione Internazionale e da quelli della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Catania. Nel corso della giornata vi sono state altresì importanti adesioni delle Amministrazioni locali ai princìpi e ai modelli professionali dell'Associazione.

Il convegno si è sviluppato in due sessioni. La sessione mattutina portava il duplice titolo "La comunicazione pubblica e la salute", insieme a "La salute della comunicazione pubblica in Sicilia". I lavori sono stati coordinati da Enrico Escher, redattore di "Antenna Sicilia". Gerardo Mombelli, Presidente di "Comunicazione Pubblica" e Adriana Laudani, docente all'Università di Catania hanno trattato i diversi aspetti della comunicazione pubblica a proposito di diritti dei cittadini e il loro sviluppo nella sanità. Giuseppe Candura, delegato regionale dell'Associazione ha tracciato un quadro generale sullo stato attuale e le possibilità d'evoluzione della comunicazione pubblica in Sicilia e ha inoltre richiesto ai candidati politici della Regione Sicilia "reale attenzione e posizione chiara in materia di comunicazione tra aziende sanitarie e cittadini". Il Responsabile dell'Unità Organizzativa Urp dell'Azienda USL 3 Catania, Salvatore Cacciola, ha illustrato gli obiettivi strategici e come si organizza un piano di comunicazione di un'Azienda Sanitaria. Ha concluso la mattinata Nunzio Crimi, preside della Facoltà di Medicina dell'Università, che ha trattato le problematiche del rapporto di comunicazione tra medico e paziente.

La sessione pomeridiana è stata aperta da Rosaria Caltabiano, componente la delegazione siciliana di "Comunicazione Pubblica", la quale, prima di introdurre il 'Documento di indirizzo sulla comunicazione pubblica in Sanità', ha ribadito la specificità della comunicazione in ambito sanitario che deve essere immediata, efficace e semplice perché soggetto di uno fra i valori più importanti: la salute. A cura degli estensori, Piercarlo Sommo, Responsabile comunicazione ASL 3 di Torino e consigliere nazionale di "Comunicazione Pubblica" e Giuseppe Fattori, Direttore Sistema comunicazione e marketing Azienda AUSL di Modena, la presentazione del primo Documento di indirizzo sulla comunicazione pubblica in Sanità.

Si tratta di una "carta" tecnica che individua ed elenca gli strumenti e l'organizzazione necessari e utili alle aziende sanitarie, per poter fornire ai cittadini una comunicazione e informazione adeguata e in linea con le leggi in gran parte ancora inattuate. Dal dibattito che ne è seguito si è avuta conferma dello scopo delle sedici proposte di cui si compone il documento: "avviare un confronto sul ruolo che la comunicazione può svolgere nelle Aziende Sanitarie italiane, per evidenziarne le opportunità e verificarne l'adeguatezza a perseguire gli obiettivi che alla stessa competono, così come individuati nel Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 e nelle linee generali del Piano Sanitario 2006-2008". Gerardo Mombelli ha posto l'accento sulle indicazioni del documento che vanno dall'organizzazione delle strutture alla formazione del personale, dalle risorse finanziarie alla priorità d'accesso ai servizi che costituiscono un vero banco di prova per le Amministrazioni sanitarie di tutto il paese.

Hanno fatto seguito gli interventi di Giuseppe Lazzaro Danzuso, Consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti che, approvando pienamente il documento, ha sostenuto come rispetti anche il ruolo dei giornalisti degli uffici stampa dei quali evidenzia la funzione e necessità all'interno delle aziende sanitarie. Carmelo Calì, Presidente regionale Confconsumatori e Vittorino Ferla, Consigliere nazionale di Cittadinanzattiva hanno sottolineato la complessiva buona collaborazione tra il volontariato che tutela gli utenti e gli Uffici Relazioni con il Pubblico delle Aziende Sanitarie; entrambi hanno auspicato un aumento di funzionalità. Ferla ha altresì concretamente delineato i reali problemi dei cittadini nell'esercizio del diritto all'informazione. Maria Vittoria Magli del Formez di Roma si è soffermata sull'opportunità di formazione che tutti gli operatori del sistema della Sanità devono avere in materia di comunicazione interpersonale, chiave di volta dei rapporti con l'utenza. Giuseppina Frazzica ha illustrato le funzioni di Cefpas, struttura formativa che agisce molto in ambito sanitario.

Quando si parla di comunicazione in sanità, si pensa subito a quella interpersonale tra medico e paziente. In questo convegno si è invece ampiamente detto che la comunicazione sanitaria è quella tra Azienda e cittadini e reciprocamente: offerta di servizi sulla base di dichiarate esigenze, in regime di assoluta trasparenza. La comunicazione non è quindi una "spesa" ma una risorsa che favorisce l'accesso e l'utilizzo appropriato di servizi efficienti, nonché l'adozione di comportamenti volti alla tutela della salute individuale e collettiva. Queste le conclusioni di Adriana Laudani, che ha posto l'accento sulla necessità di organizzare incontri tecnici periodici, per sviluppare e implementare l'indispensabile attività di comunicazione e informazione sulla sanità, che è cardine principale della tutela del diritto - fondamentale e costituzionale - alla salute dei cittadini.
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