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Presentata la ricerca "Istituzioni, politica, informazione. Cosa ne pensano gli italiani"
07 novembre 2005

La ricerca "Istituzioni, politica, informazione. Cosa ne pensano gli italiani" riguarda tre argomenti: dal rapporto degli italiani con le principali fonti di informazione politica al giudizio sulla classe politica, fino alla valutazione dei servizi pubblici. Lo studio, promosso dall'Associazione "Comunicazione Pubblica" e realizzato dall'Istituto Cattaneo di Bologna, è stato presentato oggi nell'ambito di COM-PA, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, a Bologna dal 3 al 5 novembre. Ha introdotto l'incontro Maria Teresa Paris, dell'Associazione "Comunicazione Pubblica", che ha sottolineato come questa ricerca "offre un'idea del pensiero degli italiani che è importante per capire dove dobbiamo andare e qual è la nostra direzione". Rinaldo Vignati, ricercatore dell'Istituto Cattaneo, ha chiarito come "sul primo tema risulta che la fonte di informazione politica ritenuta più affidabile dagli intervistati è quella televisiva, soprattutto telegiornali pubblici, anche se ritengono queste fonti troppo complicate in maggioranza e poco equilibrate". Per il secondo argomento "abbiamo valutazioni piuttosto negative: la grande maggioranza ritiene la classe politica italiana attuale peggiore in termini di onestà e capacità rispetto a quindici o vent'anni fa. C'è invece, per il terzo punto, una valutazione maggiormente positiva dei servizi pubblici: emerge così una novità rispetto al recente passato". Marco Macciantelli, Sindaco del Comune di San Lazzaro di Savena (BO), ha sottolineato alcuni elementi: "una inquietudine in riferimento alla politica, che sono portato a leggere in riferimento ad una transizione italiana che non si conclusa e rischia di comportare dei ritorni al passato". Ha notato con interesse l'apprezzamento al servizio pubblico "in riferimento al ruolo che possono svolgere i tecnici dell'amministrazione, un elemento indotto dalla legislazione più innovativa e apprezzato dai cittadini". "Le PA devono riflettere riflettere se sia fallito questo processo di innovazione in cui la comunicazione pubblica deve saper interagire col cittadino rendendolo partecipe: da questa ricerca si evince che i cittadini si sentono poco partecipi quando vengono chiamati al voto e al referendum. C'è ancora molta strada da fare per creare un sistema in cui attraverso la valorizzazione anche della sussidiarietà orizzontale ci possa essere quella reciprocità che supera l'autoreferenzailità che non dà credibilità all'amministrazione pubblica", secondo Maria Cristina Marri, Consigliera del Comune di Bologna. Stefano Bonaga, dell'Università di Bologna, ha concentrato la sua riflessione sulla comunicazione politica come "inclusione di cittadinanza matura sul tema della comunicazione", toccando l'argomento della complementarietà tra diritto ad essere informati e capacità di informare. Mauro Mori, giornalista di "La Repubblica", ha infine focalizzato l'attenzione sul rapporto politico con la gente in un momento in cui per vari motivi e in vari personaggi "sembra ci sia una tendenza ad acquistare dal punto di vista della politica un rapporto diretto tra l'autorità e il popolo: si è parlato tante volte di populismo a vari livelli e questo meccanismo che salta tutti i processi normali di comunicazione mi incuriosisce molto". a cura dell'Ufficio Stampa di COM-PA
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