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Professionisti e tecnologie per le nuove sfide della comunicazione pubblica. Intervista in esclusiva con il Ministro alla Funzione Pubblica, Luigi Mazzella.
18 settembre 2003

 
Quale ruolo può assumere la comunicazione nell'attuale processo di cambiamento dell'amministrazione pubblica?"Quello di essere informato è un diritto essenziale del cittadino, e soprattutto di essere informato dalla Pubblica Amministrazione che è erogatrice degli interventi di maggiore utilità per il cittadino e per le imprese. Si tratta di un diritto non costituzionalizzato: non c'è traccia nella nostra Costituzione di un diritto all'informazione. Ce n'è traccia, invece, nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, e ce n'è traccia in molti documenti internazionali. Sicuramente si tratta di un diritto che prima o poi entrerà nelle Costituzioni dei vari Paesi, perché per il cittadino e le imprese è un'esigenza fondamentale avere informazioni dall'amministrazione ed è un dovere preciso di quest'ultima darle nel modo più completo possibile".Quali sono le iniziative del Dipartimento per fare in modo che la comunicazione diventi davvero uno strumento delle pubbliche amministrazioni nel processo di cambiamento?Abbiamo predisposto, con una rete di e-Government di enti locali che utilizzano lo strumento informatico, un interscambio tra le pubbliche amministrazioni e uno scambio tra le amministrazioni e i cittadini. Ciò costituirà certamente la base necessaria per approfittare di un'altra innovazione tecnologica che abbiamo nel nostro immediato futuro, ovvero il digitale terrestre. Questa grande rete che si è costituita farà sì che anche il digital divide possa essere eliminato una volta che i servizi interattivi potranno essere utilizzati attraverso il televisore e non col computer. Stiamo predisponendo tutte le basi necessarie perché, quando questa grande innovazione diventerà una realtà operante, le amministrazioni siano in grado di utilizzarla al meglio.La comunicazione presuppone professionisti. È pronta l'amministrazione ad accogliere questa sfida?Certamente, attraverso il Formez. Noi stiamo operando perché la formazione professionale degli esperti di comunicazione raggiunga livelli sempre più elevati. Il Ministero della Funzione Pubblica, col Formez e con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, ha due strumenti formidabili per assolvere a questo compito.Quest'anno ricorre il decimo anniversario di COM-P.A. Qual è il contributo che in questi anni ha portato alla discussione e al confronto sui temi della comunicazione pubblica?L'imponenza del Salone e degli stand che lo compongono, la partecipazione del pubblico, l'elevato livello dei convegni rappresentano una spinta essenziale perché il problema della comunicazione pubblica e della comunicazione istituzionale abbiano un peso e un significato sempre più pregnante nell'ambito delle attività della pubblica amministrazione. Questo è il mio primo incontro con il COM-P.A. di Bologna; mi sembra che si tratti di un'organizzazione di altissimo livello. La legge 150: più volte lei ha manifestato la sua attenzione al documentoLa legge 150 è stato uno strumento utilissimo e secondo me potrà ancora essere utilizzata. Perché sia utilizzata al meglio ho richiesto agli organizzatori del COM-P.A. che prevedessero una serie di iniziative volta a stimolare l'approfondimento di tutte le tematiche connesse ad essa. Tra i vari progetti di innovazione per il cambiamento delle pubbliche amministrazioni spicca Cantieri, basato su cinque priorità. Qual è il bilancio dell'iniziativa?Il bilancio è estremamente positivo. Con questo programma il Dipartimento ha investito in una serie di servizi di supporto concreto alle amministrazioni italiane per favorire l'innovazione nell'erogazione dei servizi, nella definizione e nell'attuazione delle politiche pubbliche. Il successo dell'iniziativa non è solo una nostra percezione, ma è immediatamente riscontrabile dal grado di adesione che Cantieri riscuote presso le amministrazioni pubbliche.
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