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Il Rapporto Istat parla di smart working
21 luglio 2020

 

La percentuale di chi lavora da casa sta progressivamente aumentando: è passata dal 12,6% di marzo al 18,5% di aprile lo rileva il Rapporto Istat che segnala anche che nel mese di giugno vi è stata un'ulteriore crescita. Il lavoro a distanza potrà rappresentare - secondo l'Istat - una grossa opportunità anche a emergenza Coronavirus conclusa: fra i vantaggi indicati l'ottimizzazione dei tempi lavorativi e la riduzione dei costi e dell'impatto ambientale.

Sono ormai oltre 4 milioni i lavoratori italiani in smart working, 3 milioni in più rispetto al 2019 e potrebbero potenzialmente raddoppiare: "La stima dell'ampiezza potenziale del lavoro da remoto, basata sulle caratteristiche delle professioni, porta a contare 8,2 milioni di occupati (il 35,7%) con professioni che lo consentirebbero" indica il Rapporto. "Si scende a 7 milioni escludendo le professioni per le quali in condizioni di normalità è comunque preferibile la presenza sul lavoro, come gli insegnanti". L'Istat evidenzia che nonostante in Italia l'organizzazione del lavoro sia ancora "rigida", "l'esperimento dello smart working, bruscamente accelerato dall'emergenza sanitaria, ha messo in evidenza le potenzialità dello strumento, al netto delle criticità legate all'ampio divario digitale che caratterizza il Paese e alle cautele legate agli squilibri tra lavoro e spazi privati".

Nel Rapporto si legge che il lavoro da remoto potrebbe riguardare di più le donne con il 37,9% rispetto al 33,4% degli uomini; gli ultracinquantenni: il 37,6% contro il 29,5% dei giovani occupati e soprattutto i laureati (64,2%). Il Centro Nord con il 37% sembra essere l'area più interessata, mentre il Mezzogiorno registra il 28%.

Le professioni nei comparti dell'informazione e comunicazione, delle attività finanziarie e assicurative e dei servizi alle imprese (con percentuali tra il 60 e il 90%) sono quelle meglio disposte per il lavoro da casa. Nelle Pubbliche Amministrazioni, invece, il 56,5% potrebbe sperimentare il lavoro a distanza anche se, nel 2019, lo ha effettivamente utilizzato solo il 2,7%.

www.istat.it 

Nota: Qui di seguito una tabella riassuntiva sul lavoro da casa


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