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11 giugno: discutiamo insieme di comunicazione pubblica. 5 crediti per i soci
19 maggio 2020

 

Durante i quattro mesi che sono trascorsi da quando in Italia – il 24 gennaio 2020 – sono stati scoperti i primi due casi di Covid-19, l'opinione pubblica ha scoperto l'esistenza di settori importanti della nostra società insieme alla necessità di reinventare le regole del vivere comune e di rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione.

Il che non vuol dire aumentare i funzionari della funzione pubblica ma far funzionare meglio il principio di sussidiarietà fra i vari livelli locale, regionale e nazionale (e perché no? europeo), semplificare le regole (e questo è un dovere del legislatore) e, in situazioni di emergenza, lasciare maggiore spazio alla discrezionalità affidandosi al senso di responsabilità dei funzionari pubblici.

Il che vuol dire salvaguardare una precisa distinzione fra le varie categorie professionali – uffici stampa, giornalisti, comunicatori nelle Pubbliche Amministrazioni – sapendo che in una società ideale il buon governo della buona politica ha bisogno di una Pubblica Amministrazione efficiente, che la Pubblica Amministrazione agisce con senso di responsabilità se il buon governo della buona politica non agisce alla mera ricerca del potere ma nella ricerca del bene comune e che l'una e l'altro devono rispettarsi a vicenda evitando inopportune invasioni di campo.

Di fronte agli effetti dell'emergenza sanitaria inattesa, i comunicatori pubblici sono stati chiamati ad innovare il loro linguaggio, a interpretare testi giuridici di immediata applicazione (i famosi DPCM), a controllare la buona applicazione delle decisioni delle Istituzioni ma ad agire anche con flessibilità.

Trascorsa la fase dell'emergenza sanitaria, verrà il momento di riflettere sul ruolo esercitato dagli operatori della comunicazione nei vari livelli di distinte responsabilità, traducendo l'esperienza della crisi non in una indistinta e indistinguibile commistione delle funzioni esercitate da chi agisce come interprete – per professione o per scelta – del mondo della politica, e dunque per natura di parte, e chi invece è chiamato ad agire nell'interesse dell'insieme della collettività e nel rispetto del principio di legalità.

Sulla base di queste valutazioni, l'Associazione "Compubblica" ha partecipato al Gruppo di Lavoro sulla riforma della comunicazione pubblica insistendo sulla necessità di una accentuata valorizzazione delle professionalità delle nostre socie e dei nostri soci e fornendo a questo settore della funzione pubblica gli strumenti digitali per una erogazione più efficace dei servizi di informazione.

Al fine di offrire ai responsabili istituzionali e agli esperti una prima occasione di un confronto pubblico con le nostre socie e i nostri soci abbiamo deciso di promuovere un dibattito, necessariamente on line

l'11 giugno, dalle ore 10:30 alle ore 13:30

sulla piattaforma ZOOM del Movimento europeo collegata con il nostro profilo Facebook e chiedendo a chi conferma la sua partecipazione entro il 4 giugno di intervenire usando la chat o inviando dei contributi o quesiti prima del confronto via mail.

Ai soci dell'Associazione che parteciperanno verranno attribuiti 5 crediti per la richiesta di attestazione professionale 2021.

Pier Virgilio Dastoli

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