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Le regole per l'App anti Covid-19. Privacy e tracciamento dati
10 maggio 2020

 

Subito dopo la metà di aprile il Comitato Europeo sulla Protezione Dati-EDPB ha pubblicato gli orientamenti sulle app per la lotta al Covid-19. Nelle linee guida viene riaffermato l'obiettivo di creare un modello paneuropeo di app e contestualmente la necessità di analizzare tutte le diverse app in modo dettagliato.

I Garanti Ue non vanno quindi nella direzione di una app unica per tutta l'Europa, ma di un approccio paneuropeo che condivida principi ben definiti da applicare poi su diverse app declinate a livello nazionale. (In Italia la app scelta è 'Immuni', per la quale sono state definite le regole. Inoltre, è di questi giorni, l'informazione che per "farla funzionare" sarà sufficiente che l'app venga scaricata dal 25% degli italiani, prima si diceva dal 60%). 

Ogni app sviluppata, dicono i Garanti europei, dovrà essere sottoposta ad una verifica di conformità (assessment) con i principi della Data Protection e il codice sorgente dovrà essere reso disponibile.

Il Comitato sostiene il principio dell'adozione volontaria della app, già raccomandato dalla Commissione Ue. "Le app di tracciamento dei contatti (contact tracing) non possono esigere il tracciamento della posizione (location tracking) di singoli utenti" – è scritto nel documento. "Il loro obiettivo non è seguire i movimenti degli individui e nemmeno quello di far rispettare le prescrizioni. La funzione principale di queste specifiche app è individuare situazioni (contatti con persone positive) probabili e che, per la maggior parte degli utenti, è possibile non accadano mai, specialmente nella fase di ritorno alla normalità. Ottenere i movimenti di un individuo nel contesto delle app di tracciamento dei contatti violerebbe il principio della minimizzazione dei dati. Inoltre, farlo creerebbe gravi rischi per la sicurezza e la privacy".

Non è previsto obbligo di legge per l'adozione delle app di tracciamento dei contatti.

Sarà compito delle autorità sanitarie identificare ciò che costituisce una circostanza da condividere, se e quando si verifica, a patto che sia assolutamente necessario registrarlo ai fini della lotta al virus.

Le app prescelte non devono assumere il ruolo di piattaforme social o di stigma pubblico ai danni dei contagiati. L'unico scopo è di consentire alle autorità sanitarie di contattare chi è entrato in contatto con persone positive per metterli in quarantena. L'anonimato, deve essere garantito prevedendo l'anonimizzazione delle persone, tramite pseudonimi e l'utilizzo, ad esempio, di codici identificativi monouso.

Gli algoritmi usati nelle app di tracciamento saranno elaborati con accuratezza da personale qualificato, per contenere i rischi di falsi positivi e negativi. Le informazioni ai pazienti saranno gestite da persone e non affidate ad algoritmi automatizzati.

Una volta superata la crisi sanitaria, l'EDPB chiede che l'intero sistema venga eliminato e che i dati raccolti vengano cancellati o resi anonimi.

www.garanteprivacy.it

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