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Il valore della buona comunicazione e della buona informazione
18 marzo 2020

 

"In questo momento di difficoltà la gente ha riscoperto il valore della buona informazione" Andrea Martella, sottosegretario all'informazione.

Durante i cinquanta giorni che sono trascorsi da quando l'Italia è stata colpita - il 24 gennaio 2020 - dal Covid19, l'opinione pubblica e le Istituzioni hanno scoperto l'esistenza di eccellenze in settori importanti della nostra società, ma anche la necessità di reinventare le regole del vivere comune e rendere più efficiente e più moderna la nostra Pubblica Amministrazione anche attraverso una sua più estesa informatizzazione.

Al  centro dell'attenzione dei media e dei giornali vi è stata giustamente l’informazione la buona informazione fornita da scienziati, medici e operatori del settore sanitario.

Nella lotta al virus l'Italia si è distinta con misure di estremo rigore, decise dalle autorità di governo in collaborazione con i poteri locali e regionali e i partner sociali, che stanno diventando un modello per l'intera Europa.

Il rispetto, individuale e collettivo, di queste misure è stato il frutto contestuale di un impegno civico largamente diffuso in tutto il paese e dell’attività di comunicazione pubblica, altamente professionale, degli operatori dell’informazione nelle Amministrazioni locali, regionali e nazionali che hanno tradotto – lontano dai riflettori dei media, ma con una abnegazione pari a quella degli operatori sanitari – le decisioni legislative in una nuova narrazione e in un rapporto costante con i cittadini.

Di fronte agli effetti di un'emergenza inattesa, i comunicatori pubblici e istituzionali sono stati chiamati ad innovare il loro linguaggio di fronte alle nuove necessità, a interpretare dei testi giuridici di immediata applicazione, a gestire il numero crescente di domande della pubblica opinione, a controllare la buona applicazione delle decisioni a tutti i livelli, a dialogare costantemente con i vari protagonisti della vita civile e ad agire con flessibilità.

Trascorsa la fase dell’emergenza, verrà il momento di riflettere sul ruolo esercitato dagli operatori della comunicazione pubblica e tradurre l'esperienza di questa crisi in una accentuata valorizzazione della loro professionalità offrendo a questo settore della funzione pubblica gli strumenti digitali per un'erogazione più efficace dei servizi di informazione.

 

Pier Virgilio Dastoli

 

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