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Sei trend per la comunicazione del 2020
07 gennaio 2020

 
Un lavoro di We Are Social individua sei tendenze della comunicazione per il 2020. Lo scenario è descritto nel Think Forward Report.

I sei trend:
Added Value. Tratta il crescente riconoscimento – a livello di proprietà intellettuale, stile e creatività originali – che i contenuti dei creator stanno ottenendo, soprattutto dalle relative community. I brand dovranno stare più attenti che in passato nel coltivare, e non sfruttare, questi talenti, per non generare rigetto da parte di chi li segue e sostiene.

Social Self-Care. Afferma quanto le persone siano oggi molto più attente alla loro 'mental health' e come, in conseguenza, si approccino in maniera più misurata e consapevole al consumo digitale. Per non essere tagliati fuori i brand, come massivi creatori di contenuti, dovranno essere capaci di veicolare, attraverso le proprie campagne, "qualità e valore emozionali".

Bad Influence. Gli influencer non sono più autenticità, competenza, rilevanza. Col tempo molti di loro sono divenuti "media di massa", le maglie si sono allargate e hanno lasciato passare incompetenza e apparenza. Le persone sono più consapevoli e sono più attente rispetto a pertinenza e qualità di ciò che gli influencer veicolano.

Overt Privacy. Dopo anni di ultra-esposizione le persone stanno riprendendo il controllo della loro presenza sui social network, perché stanche di essere studiate e sorvegliate. Stanno cancellando le "impronte" lasciate durante il loro cammino sugli strumenti digitali e stanno nascondendosi dai brand, dalle piattaforme e anche dalle proprie cerchie. La sfida per i brand sarà quella di essere più discreti e intimi.

Running Commentary. Per i social la brevità non è più la chiave del successo. Complessità e articolazione rispondono meglio al bisogno di argomentazioni e opinioni che le persone chiedono in certi ambiti. I meme continueranno a funzionare ma non basteranno più. I brand, con trasparenza e correttezza, dovranno cercare di individuare e di avere un proprio punto di vista rispetto agli argomenti che interessano il loro pubblico di riferimento.

Cultural Crossfit. La logica secondo cui le persone sono un insieme di interessi verticali, separati ed ermetici, è decisamente superata. La fluidità è la realtà. Sarà normale farsi guidare da apertura e collaborazione, soprattutto in rete. Le culture, le categorie, le verticalità e i generi verranno costantemente mescolati e vissuti senza paratie stagne. I brand dovranno sposare questa propensione e anche spingersi oltre, in luoghi, con linguaggi e partner mai immaginati prima.

 

Fonte: Marketing Journal

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