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Comunicazione pubblica: nuovi scenari e professionalitą
16 aprile 2019

 

In che modo le Istituzioni pubbliche stanno facendo fronte ai nuovi scenari? Quali sono le prospettive del comunicatore pubblico e quali professionalità deve esprimere? Il tema è stato trattato nel corso della "Giornata della comunicazione pubblica" organizzata il 28 marzo da Regione Lombardia, in collaborazione con ANCI, Polis Lombardia, Associazione Comunicazione Pubblica, PA Social, UPA, FERPI  e Ordine dei Giornalisti lombardi.

Pier Carlo Sommo, segretario generale di "ComPubblica", ha sottolineato l'importanza della formazione continua del comunicatore pubblico, anche per ovviare alla mancanza della cultura della comunicazione che spesso affligge i settori dirigenziali delle P.A.. 

Per Rita Palumbo, segretario generale FERPI, esiste un gap culturale tra pubblico e privato sui temi della comunicazione, aggravato dalla novità rappresentata dal processo di digitalizzazione della comunicazione. Per fare fronte ai nuovi scenari "sono necessari profili professionali aggiornati – ha spiegato Rita Palumbo – legittimati da capacità, competenze e certificazioni, con il supporto anche delle università".

Anche il direttore generale di Polis Lombardia Fulvio Matone ha parlato di gap culturale, riferendosi alla nuova frontiera che la comunicazione pubblica deve conquistare: combattere la prassi e la logica del "si è sempre fatto così" e "contaminare" ogni settore del servizio pubblico. Per la P.A. l'obiettivo è riuscire – attraverso una comunicazione efficace – a gestire l'ultimo miglio verso il cittadino. "Comunicare un servizio – ha sottolineato Matone – significa renderlo esistente agli occhi del cittadino che ne deve fruire. È un tema culturale, perché così si dà valore al lavoro di tutti nella P.A. Il concetto che deve passare è che si può fare diversamente dal passato".

Per Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social, la risposta pronta al cittadino va data attraverso l'integrazione di tutte le professionalità che si occupano di comunicazione e informazione, attraverso il nuovo modello organizzativo della redazione diffusa.

Lo scenario della comunicazione pubblica locale è il più complesso. "I Comuni sono gli Enti che più risentono delle difficoltà prodotte dai tagli – ha spiegato Rinaldo Redaelli, segretario generale di ANCI Lombardia – per cui ora è di particolare importanza comunicare con efficacia il lavoro svolto.  Spesso la comunicazione si concentra sui social network, ma dobbiamo considerare che le persone anziane non li usano, e sono il 70% dei cittadini. Dunque ci vuole sì la comunicazione digitale ma sempre a fianco dei vecchi mezzi di comunicazione".

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