Home Agenda Associazione Attivita' Documentazione Link Contatti
cerca
NEWS › NEWS CP
HomeNews › Scheda articolo
Si parla tanto, ma molto on line
12 febbraio 2019

 
Di.Te-Dipendenze tecnologiche, GAP, Cyberbullismo, un'associazione che riunisce psicologi, psicoterapeuti ed educatori specializzati che dal 2002 si occupano di dipendenze tecnologiche, ha rilevato in una ricerca, diffusa di recente, che rileva la distanza che c'è fra comunicazione on line, sempre più loquace, e comunicazione di persona, sempre più difficile.

Nell'indagine viene sottolineato che si è sempre più disponibili a parlare di sé e a conoscere glialtri sui social anziché interagire e confrontarsi nella vita offline – si legge in una nota. Intervistato un campione di 500 persone, uomini e donne, dai 18 ai 68 anni. Per l'80% i social facilitano l'incontro con l'altro ma quando si trovano davanti a una persona fisica il 65% di questi rivela di avere difficoltà a gestire la relazione. Nella vita "normale" sembra anche diminuita la capacità di creare contatti interpersonali e di fare nuove amicizie.

Perché, come dice lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lavenia: "Scrivere e parlare l'uno di fronte all'altro implica due diverse abilità. La comunicazione, in generale, affinché sia efficiente ed empatica, richiede molto allenamento. Più siamo disposti a confrontarci, a scambiare idee e a dialogare con gli altri, più si migliora. Privilegiare la scrittura sui social e l'invio di messaggi vocali crea più community e meno comunità. Comunicare nella vita off line comporta l'uso di tutti sensi, dell'empatia, e chiede la disponibilità a metterci la faccia. Abbiamo delle micro espressioni facciali che possono dire molto del nostro stato emotivo alla persona che ci troviamo di fronte. Ed è anche necessario un confronto, per cui non abbiamo più molta abitudine".

Anche se il 55% del campione sostiene che i social colmino il bisogno di intrattenere relazioni con altre persone, percentuale che arriva al 78% fra i giovani (18-28 anni), vi è un altro aspetto da considerare, legato alla minore percezione di solitudine. "I social invitano ad attivarsi, a postare, a scrivere, a leggere commenti… Ed è vero che, in un certo senso, facilitano il contatto con gli altri e possono far sembrare più lontane le difficoltà con cui tutti dobbiamo fare i conti nella quotidianità, prosegue Lavenia".

Ma anche se il 68% delle persone che hanno risposto ai questionari dice di non soffrire la mancanza di qualcuno accanto utilizzando con regolarità i social, perché on line c'è sempre qualcuno pronto a rispondere o a intrattenersi in compagnia, rivela l'esperto che invece di dire che i social aiutano a non sentirsi più soli, sarebbe meglio dire che le persone non hanno più il tempo di annoiarsi o di vivere una solitudine costruttiva perché il tempo trascorso sui social passa in fretta dando l'idea di avere sempre qualcosa da fare, da guardare, da visitare.

www.dipendenze.com

archivio completo »

AGENDA
tutti gli appuntamenti di Maggio »












"Comunicazione Pubblica" sostiene

Mappa Aiuto Credits Privacy

Comunicazione Pubblica - Direzione di Milano tel./fax 02/67100712 r.a.
2001-2019 © Comunicazione all rights reserved - P.Iva 04630291005

Il sito web dell'Associazione Comunicazione Pubblica non utilizza cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie strettamente necessari per la navigazione delle pagine e di terze parti legati alla presenza dei "social plugin". Per saperne di più Accetto