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Movimento europeo: Patto dell'Italia per l'Europa
30 gennaio 2018

 
In vista delle elezioni politiche in Italia e anche delle elezioni europee nella primavera del 2019, il Movimento europeo Italia ha redatto un documento, il "Patto dell'Italia per l'Europa", che contiene dieci proposte per la riforma dell'Ue, a trattato costante e per una Comunità federale.

I punti contenuti nel decalogo sono:
- Ridurre le diseguaglianze e creare un welfare europeo dando piena e rapida attuazione al "pilastro sociale" adottato a Goteborg.

- Fare dell'Unione un modello di conversione ecologica dando piena attuazione ai diciassette obiettivi per lo sviluppo sostenibile adottati dalle Nazioni Unite nel settembre 2015 e agli impegni sottoscritti a Parigi nel dicembre 2016.

- Dotare l'Unione degli strumenti politici, giuridici e finanziari per la realizzazione di una politica industriale comune.

- Governare i flussi migratori, garantire il diritto di asilo e l'accoglienza per chi fugge dalle guerre, dalla fame e dai disastri ambientali nel rispetto dell'obbligo di solidarietà fra i paesi membri e nel quadro di una politica di inclusione, rinnovare e rafforzare la politica di cooperazione e di aiuto verso l'Africa nel quadro di un piano europeo di investimenti che tenga conto della situazione politica in quei paesi.

- Valorizzare le diversità culturali partendo dalle città nel quadro di un'identità multilivello, gettare le basi di una cittadinanza sovranazionale europea autonoma dalle cittadinanze nazionali, adottare una procedura elettorale uniforme rigorosamente proporzionale che rispetti la parità di genere e l'equilibrio geografico iniziando dall'introduzione nel 2019 di liste transnazionali.

- Garantire la sicurezza interna, anche attraverso l'estensione dei poteri della Procura europea nella lotta alla criminalità internazionale e al terrorismo insieme alla creazione di un'Agenzia di Intelligence Europea, e rafforzare la sicurezza esterna dando piena attuazione alle decisioni adottate dal Consiglio europeo  nel dicembre 2017 in materia di difesa europea.

- Creare uno strumento giuridico per assicurare il rispetto dello "stato di diritto" nel quadro dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, al fine di affiancare alla procedura prevista dall'art. 7 del Trattato di Lisbona un'effettiva capacità di intervento delle istituzioni europee e un potere reale dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali.

- Riformare la governance dell'UEM per dotarla di un governo economico fondato su istituzioni politiche di natura democratica, superando in una dimensione sovranazionale la distinzione fra una politica monetaria comune e una politica economica e sociale sostanzialmente intergovernativa e mettendo fine ai vertici informali che vanno a discapito della trasparenza, dell'efficienza e della democrazia, rispettando il principio fondamentale secondo cui l'Euro è la moneta dell'Unione e di tutti i suoi paesi membri, creando gli strumenti politici e finanziari necessari per evitare le asimmetrie fra gli Stati membri.

- Adottare un bilancio pluriennale quinquennale fondato sul principio di una fiscal capacity sovranazionale autonoma dei bilanci nazionali e dotato dell'ammontare necessario per garantire beni comuni europei e dunque delle funzioni allocative e redistributive.

- Quel che si deve fare per trasformare l'Unione in una Comunità federale: far eleggere nella primavera del 2019 un'Assemblea costituente o Congresso del Popolo europeo con il mandato di redigere la Legge Fondamentale della Comunità Federale da sottoporre per approvazione a un referendum paneuropeo, una comunità inizialmente aperta all'adesione dei paesi dell'Eurozona e di quelli che avranno deciso di farne parte.

L'idea del decalogo è di contribuire alla riflessione per la riforma dell'Unione, suggerendo uno "scenario" riguardante un metodo costituente e un'agenda per passare dall'Unione europea a una Comunità federale: unita, solidale e democratica.

 
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