Home Agenda Associazione Attivita' Documentazione Link Contatti
cerca
NEWS › NEWS CP
HomeNews › Scheda articolo
Censis: Comunicazione e Media
18 dicembre 2017

 
Sono cinque gli argomenti del capitolo «Comunicazione e media» del 51° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2017: "I consumi mediatici degli italiani nel 2017: la «giovanilizzazione» degli adulti". "Le nuove soglie della disintermediazione digitale: che cosa si fa sul web e perché". "L'avvitamento dell'informazione tra fake news e post-truth". "La flessione nella lettura dei libri e gli squilibri di una dieta mediatica povera di stampa". "I nuovi miti d'oggi". Proponiamo qui di seguito una sintesi dei titoli e dei risultati, utili per chi fa comunicazione e vuole meglio conoscere il settore in generale.

Per quel che riguarda i consumi mediatici, nel 2017 la tv tradizionale (digitale terrestre) cede qualche telespettatore (il 92,2% di utenza, -3,3% sul 2016). La tv satellitare si è stabilizzata intorno a quote di utenza che si avvicinano alla metà degli italiani (il 43,5% nel 2017), cresce la tv via internet (web tv e smart tv hanno il 26,8% di utenza, +2,4% in un anno) ed è decollata la mobile tv, che ha raddoppiato in un anno i suoi utilizzatori, passati dall'11,2% al 22,1%. La radio tradizionale perde 4 punti di utenza, scendendo al 59,1%. La flessione è compensata però dall'ascolto delle trasmissioni radio via internet attraverso il pc (18,6%, +4,1% in un anno). L'autoradio rimane lo strumento preferito dagli italiani (70,2%) per ascoltare le trasmissioni che vanno in onda in diretta. Lo smartphone è utilizzato dal 69,6% degli italiani (15% nel 2009). La crescita di Internet ha rallentato il ritmo, ma prosegue: nel 2017 ha raggiunto una penetrazione del 75,2% degli italiani, con una differenza positiva dell'1,5% rispetto al 2016. La grande novità è rappresentata dalle piattaforme che diffondono servizi digitali video e audio, come Netflix o Spotify. Oggi l'11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. I giornali continuano a soffrire per la mancata integrazione nel mondo della comunicazione digitale: oggi i lettori sono il 35,8%. I periodici nell'ultimo anno hanno registrato una piccola ripresa, +1,8% i settimanali (31% di utenza), +2,1% i mensili (26,8% di utenza). I libri, invece, registrano meno della metà di lettori: il 42,9% (nel 2007 il dato si attestava al 59,4%). Il ruolo degli e-book resta poco incisivo (dal 2,9% di utenza nel 2007 al 9,6% nel 2017). Gli utilizzatori di WhatsApp (65,7% degli italiani) coincidono praticamente con le persone che usano lo smartphone, mentre circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%). Un passo in avanti per Instagram che, in due anni, ha raddoppiato l'utenza (nel 2015 era al 9,8%, oggi è al 21%), mentre Twitter resta attestato al 13,6%. Parallelamente alla diffusione su larga scala dei dispositivi mobili, insieme all'ampliamento delle attività che si possono svolgere grazie ad app e siti web, negli ultimi anni i comportamenti degli adulti di età compresa tra i 30 e i 44 anni sono diventati sempre più simili a quelli degli under 30.

Passando al secondo argomento il rapporto indica che la quota degli italiani utenti di Internet che guardano film on line è di +4 punti percentuali rispetto al 2015 (dal 19,5% all'attuale 24%), arrivando al 47,4% per gli under 30. Anche ascoltare musica attraverso il web è una pratica comune per il 39,4% degli utenti (under 30: +59,9%). Tra le abitudini che si vanno consolidando ci sono le telefonate attraverso le connessioni web (22,9%). Il 54,2% degli internauti usa la rete per trovare una strada o una località, la ricerca di informazioni su aziende, prodotti e servizi è per il 52,7%. Il 37,7% degli utenti di Internet fa e-commerce (+7 punti in due anni), il 39,7% l'home banking. Decidere dove passare le vacanze navigando in rete è per il 15,8% degli internauti, più 6,5% rispetto a due anni fa. Crescono, anche se in maniera non ancora soddisfacente, gli utenti che hanno sbrigato pratiche on line con uffici pubblici: dal 12,4% del 2015 al 14,9% di oggi. Non è ancora una prassi abituale prenotare una visita medica con il web: lo fa solo l'8% degli utenti (ma erano il 5,1% nel 2015).

I dati sui media stampa, invece, dicono che gli italiani che leggono regolarmente i quotidiani per informarsi durante la settimana si sono ridotti nel 2017b al 14,2% (appena il 5,6% tra i giovani). Al contrario, i social network hanno registrato una forte espansione anche come fonti di informazione: Facebook è utilizzato dal 35% degli italiani (+48,8% tra i giovani). Nel giro di quindici anni le copie di quotidiani vendute giornalmente sono passate dai quasi 6 milioni del 2000, a meno di 3 milioni nel 2016, con una perdita di oltre il 50%.  I tg si confermano il mezzo d'informazione più utilizzato dagli italiani (60,6%). Seguono i motori di ricerca su Internet, come Google, utilizzato per informarsi dal 21,8% della popolazione, e YouTube (12,6%). A più della metà degli utenti italiani di Internet è capitato di dare credito a notizie false circolate in rete (‘spesso' il 7,4%, ‘qualche volta' il 45,3%, per un totale pari al 52,7%). Per tre quarti degli italiani (77,8%) quello delle fake news è un fenomeno pericoloso. Soprattutto le persone più istruite ritengono che le bugie sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e che favoriscono il populismo (69,4%).

Anche i lettori di libri a stampa nel 2017 sono scesi: nel 2013 erano il 52,1% della popolazione, attualmente sono il 42,9%. Sono aumentati i lettori degli e-book che si attestano al 9,6% (5,2% nel 2013). Si sta perdendo sempre di più la capacità di decodificare un testo scritto, che richiede  attenzione prolungata nel tempo, esclusività percettiva, consequenzialità logica, tant'è che nel 2006 ad avere una dieta mediatica povera di stampa era il 33,9% degli italiani, mentre nel 2017 il dato è salito al 55,1%. Una evidenza suffragata dal fatto che sono aumentate le persone che usano tutti i media, ad eccezione dei mezzi a stampa, passate in dieci anni dal 5,7% al 34,5% del totale. A sostegno dell'editoria in Italia sono soprattutto le donne, in particolare quelle più istruite, con il 61,7% di lettrici diplomate o laureate.

In chiusura uno sguardo alle mitizzazioni. Tra i fattori ritenuti centrali nella società di oggi al primo posto c'è ancora il posto fisso con il 38,5% delle opinioni; seguito dai social network (28,3%); poi dalla casa di proprietà (26,2%) e dallo smartphone (25,7%); queste prime quattro posizioni riproducono un mix inestricabile tra valori tradizionali e icone della contemporaneità. Segue l'attenzione alla cura del corpo (22,7%); i selfie (18,9%), che vengono prima del possesso di un buon titolo di studio come garanzia per riuscire socialmente (14,4%) e dell'acquisto dell'automobile nuova (10,2%). Tra i media decisivi nella formazione del nuovo immaginario collettivo la televisione si trova al primo posto con il 28,5% delle risposte, subito dopo Internet (26,6%) e i social network (27,1%). Sommando i due dati si arriva complessivamente al 53,7%.

www.censis.it

archivio completo »

AGENDA
tutti gli appuntamenti di Novembre »












"Comunicazione Pubblica" sostiene

Mappa Aiuto Credits Privacy

Comunicazione Pubblica - Direzione di Milano tel./fax 02/67100712 r.a.
2001-2018 © Comunicazione all rights reserved - P.Iva 04630291005

Il sito web dell'Associazione Comunicazione Pubblica non utilizza cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie strettamente necessari per la navigazione delle pagine e di terze parti legati alla presenza dei "social plugin". Per saperne di più Accetto