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Contratto e profili per la comunicazione e l'informazione
06 novembre 2017

 
Il direttore della Direzione contrattazione di Aran, Elvira Gentile, insieme al segretario nazionale Funzioni Centrali della FP CGIL, Salvatore Chiaramonte (cfr 'Comunicatori&Comunicazione' n. 234), al dibattito di COM.Lab 2017 sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del pubblico impiego ha riferito ai comunicatori il quadro dei lavori in atto e ha detto che la direttiva con cui si dovranno disciplinare, nel prossimo Contratto Collettivo, le attività di comunicazione e di informazione  delle P.A. "è un atto propedeutico all'inizio della contrattazione, atto con il quale il governo dà delle indicazioni all'Aran sui contenuti del contratto collettivo. C'è una sorta di direttiva-madre sulle linee generali della contrattazione e alcune direttive di settore per i vari comparti.


Nell'accordo quadro nazionale, firmato nel luglio 2016 tra l'Aran e le Organizzazioni Sindacali, per dare attuazione a una norma di legge - quindi non solo per volontà contrattuale - sono stati ridefiniti i nuovi comparti e le nuove aree di contrattazione del pubblico impiego. I comparti sono stati ridotti da undici a quattro: "Funzioni centrali" (con circa 247mila occupati) in cui confluiscono Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici e altri Enti; "Funzioni locali" (457mila) che conserva il perimetro dell'attuale comparto Regioni-Autonomie locali; "Istruzione e ricerca" che si uniscono alle Università (1,1 milione) e alla "Sanità" (531mila) che non muta sostanzialmente la sua fisionomia.  
Con il contratto si deve delineare un profilo che indica la tipologia della prestazione lavorativa, in realtà, secondo una prassi, nel contratto nazionale verrà definito uno schema generale dei profili professionali dando la possibilità alle Amministrazioni di declinarli in base alle loro esigenze.
Indubbiamente questo profilo avrà una gradazione, su cui Aran aveva già lavorato, anche con l'aiuto di "Comunicazione Pubblica", predisponendo una sorta di linee guida per la sua definizione; ora si tratta di riprendere questo lavoro e aggiornarlo in base all'evoluzione tecnologica e normativa. La gradazione della figura professionale nell'ambito della comunicazione prevede almeno due tipologie per quanto riguarda il comparto e due articolazioni del profilo del comunicatore: uno più specialistico di chi  svolgerà attività più complesse per le quali è previsto un titolo di studio, un altro più di base riferito a chi svolgerà attività più 'semplici'".

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