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Semplicitą e chiarezza nei bandi per comunicatori pubblici
05 dicembre 2016

 
E' nelle funzioni dell'Associazione, anche su segnalazione dei colleghi comunicatori, intervenire su bandi di concorso non conformi alle leggi nazionali sulla comunicazione e informazione pubblica, ma anche segnalare bandi che rispondono correttamente a ciò che le norme chiedono.

Due ambiti, comunicazione e informazione, due strutture e ruoli professionali diversi: è quel che chiedono la Legge 150/2000, la relativa circolare di attuazione, il D.P.R. 422/2001 eccetera...
Una legge che, seppure datata, è molto chiara per quel che riguarda le due attività (anzi tre con il portavoce).
Tuttavia esistono anche casi "virtuosi", in cui fin dall'avviso pubblico ci si attiene alle norme, si chiedono professionalità competenti e con i requisiti specifici, non si teme la modernizzazione: esempi virtuosi che fanno ben sperare sull'evoluzione positiva delle P.A. verso la trasparenza.

Uno di questi casi è quello di Arpa Lombardia che ha pubblicato un bando per un incarico a tempo determinato per una figura da assegnare all'Ufficio stampa dell'Agenzia. Il bando è scaduto e volutamente lo segnaliamo ora perché è stato redatto senza errori facendo riferimento alla Legge quadro, alla direttiva di applicazione, all'insieme delle norme regolatrici il sistema: con proprietà, correttezza, e tenendo conto dei requisiti professionali e delle attività da svolgere.
Nessuna sovrastruttura o interpretazione. Semplicità e chiarezza.

Purtroppo è una "mosca bianca" l'applicazione specifica di queste norme da parte di numerose Amministrazioni pubbliche è spesso stata difficile e talvolta inesistente. Interpretazioni "pro domo propria", ignoranza delle norme, superficialità nell'approcciare la comunicazione, prevaricazione da parte dei vertici amministrativi e anche (molto) di quelli politici (sia dal punto di vista dell'organizzazione delle strutture dedicate, sia da quello per affidare l'incarico a professionisti della comunicazione pubblica e dell'informazione): queste sono le peggiori prassi contro le quali l'Associazione ha da sempre, con vigore, combattuto e combatte.

La "semplice" applicazione delle leggi sulla comunicazione è dimostrazione di crescita culturale perché convalida l'agire per una relazione alla pari con il cittadino, inteso in ogni suo significato; conferma che la comunicazione è attività strategica per ogni Pubblica Amministrazione; attesta che questa deve necessariamente essere realizzata da professionali.

Proprio ciò che da ventisei anni rappresentano le finalità e gli obiettivi di "Compubblica".
 
M. B.
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