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Uno su mille... ce la fa!
17 marzo 2014

Il neo presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi lo ha detto chiaramente: "Punteremo sulla comunicazione". Cercando così di riprendere lo sprint e la rapidità del messaggio tipica della pubblicità, ma con caratteristiche diverse rispetto ai meccanismi introdotti nel linguaggio politico e istituzionale da Silvio Berlusconi.

Ci sarà modo di analizzare in modo accurato le tecniche utilizzate, ma come è abitudine della nostra newsletter, proviamo anche a sollecitare un dibattito tra i comunicatori pubblici. Prendendo spunto da alcuni elementi della prima fase di presidenza Renzi.
Come la scelta di avere un contatto diretto con i giornalisti, almeno delle principali testate, con i quali preferisce dialogare senza intermediazioni, anche se lascia all'ufficio stampa istituzionale gli approfondimenti e al suo blog i temi più politici.
La seconda è l'utilizzo di Twitter, al quale ci aveva abituato anche Enrico Letta e che era entrato con prepotenza nella comunicazione politico/istituzionale con il famoso tweet di Pierferdinando Casini, con la foto dove c'erano Bersani, Monti, Alfano e lo stesso Casini e il messaggio: "Siamo tutti qui! Nessuna defezione!". Un altro spunto di riflessione ci viene dato dal "Job act" (chissà perché ci si ostina a utilizzare l'inglese, con una lingua come la nostra così ricca, anche di parole capaci di sintetizzare egregiamente i contenuti dei provvedimenti governativi), il decreto legge che contiene disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.
Non c'è forse bisogno di scomodare Gianni Morandi con la sua "Uno su mille ce la fa", però in questo periodo perché non augurarsi che, una volta per tutte, ci sia un'inversione di tendenza?

Tra i diversi contenuti, ci interessa, in questo contesto, porre l'accento sulla volontà di "unificare le comunicazioni delle Pubbliche Amministrazioni per i medesimi eventi (es. infortuni sul lavoro) ponendo a carico delle stesse Amministrazioni l'obbligo di trasmetterle alle altre Amministrazioni competenti" e "promuovere le comunicazioni in via telematica e l'abolizione della tenuta dei documenti cartacei". Elementi che la nostra Associazione ha affrontato diverse volte, nei percorsi formativi relativi a come trattare la comunicazione in tema di sicurezza sul lavoro. E proprio durante i corsi è emerso chiaramente dai diretti interessati che uno dei limiti più grandi è proprio una carenza di uniformità nella raccolta dei dati e di successiva elaborazione, oltre che alla trasmissione che ancora oggi avviene spesso a mano.

Il binomio semplificazione-comunicazione ci piace, ma vedremo se saremo costretti ad assistere all'ennesimo annuncio, o sarà la volta buona che si riesca ad avviare un cambiamento culturale profondo all'interno della P.A..

    Claudio Trementozzi

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