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COMUNE DI PALERMO: CHIUDE L'UFFICIO STAMPA
01 luglio 2009

 

Mentre la comunicazione e l'informazione pubblica continuano a essere oggetto di grandi attenzioni in convegni, tavole rotonde e pubblicazioni varie, la realtà dei fatti, come spesso accade, procede in tutt'altra direzione. Accade così che al Comune di Palermo, come apprendiamo dalla rivista "Informa", l'Ufficio Stampa, struttura di informazione istituzionale riconosciuta e legittimata da un'apposita Legge dello Stato, la 150 per chi non dovesse saperlo, viene chiuso per mancanza di fondi, e che 13 giornalisti, assunti attraverso un regolare concorso interno, abbiano così perso il proprio posto di lavoro.

Fortuna insomma che la comunicazione pubblica, da alcuni anni, dovrebbe non essere più "un segmento aggiuntivo e residuale dell'azione delle pubbliche amministrazioni", quanto bensì "parte integrante" della stessa (sempre a beneficio dei non esattamente informati, anche in questo caso si sta facendo riferimento ad un documento istituzionale, per la precisione la Direttiva sulle attività di comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni, emanata dal Ministro della Funzione Pubblica nel febbraio 2002). Fosse rimasta attività residuale, viene da dire con un sorriso un bel po' amaro, chissà cosa altre sarebbe potuto capitare a 13 professionisti dell'informazione che oggi, a dispetto di quello che dice la legge italiana, non possono più svolgere il proprio lavoro.

Da "Informa" del primo luglio 2009
"Il Comune di Palermo chiude l'Ufficio Stampa"

Casse vuote al comune di Palermo. A pagarne le conseguenze è l'ufficio stampa: chiuso per mancanza di fondi. Così 13 giornalisti assunti attraverso un regolare concorso pubblico hanno perso il posto di lavoro. La notizia è di questi giorni, ma la situazione al municipio del capoluogo siciliano era degenerata già da tempo: da gennaio scorso, a quanto sembra, a Palazzo delle Aquile, di giornalisti non vi era più traccia. A dire il vero fin dalla sua nascita, la struttura dell'ufficio stampa palermitano ha avuto una vita molto travagliata. Il Comune di Palermo, dalla amministrazione Orlando in poi, può contare su un ufficio stampa che da oltre dieci anni informa, ogni giorno, giornalisti e cittadini palermitani, su tutte le iniziative del municipio. Sia Orlando che Cammarata, però, si sono sempre rifiutati di applicare la legge 150/2000, che imporrebbe di doverlo strutturare organicamente, bandendo preventivamente i concorsi per assumere i giornalisti. Finché, dopo alcuni anni, i giornalisti si sono stufati, ed hanno chiamato una ispezione dell'Inpgi, l'Istituto previdenziale dei giornalisti italiani. Questa iniziativa, di pari passo con la crisi finanziaria del comune di Palermo, ha provocato una prima chiusura dell'ufficio stampa, sul finire dello scorso anno. A ciò, è seguita l'emanazione di un concorso pubblico per l'assunzione a tempo determinato di tredici giornalisti (nove con anzianità di collaborazione interna precedente e quattro selezionati dal libero mercato), con la retribuzione prevista al minimo del contratto di lavoro. Nel frattempo, il sindaco Cammarata ha chiesto a qualcuno dei giornalisti di lavorare gratis in attesa dell'esito del concorso. La maggioranza dei giornalisti ha legittimamente rifiutato questa proposta contro natura. Così, quando il concorso è giunto alla sua naturale conclusione con la pubblicazione della graduatoria, da Cammarata è arrivato l'annuncio della chiusura definitiva dell'Ufficio Stampa. Nel frattempo, come se la situazione non fosse già abbastanza critica, ha proposto ai vincitori di concorso di lavorare regolarmente, fornendo una prestazione professionale non retribuita, volontariamente e coscientemente. Ovvero gratis. Sulla vicenda si sono espressi i vertici della Fnsi, il sindacato nazionale di categoria, dell'Assostampa siciliana e dell'Ordine dei giornalisti, riuniti ieri in una conferenza stampa. Due i reati preconfigurati: interruzione di pubblico servizio ed esercizio abusivo della professione. "L'azzeramento della redazione giornalistica dell'Ufficio Stampa del Comune di Palermo - ha dichiarato il segretario nazionale aggiunto della Fnsi, Luigi Ronsisvalle - è una palese violazione della legge, che impone a tutte le pubbliche amministrazioni di dotarsi di uffici stampa, e perciò costituisce un grave danno non solo per i giornalisti, ma per tutti i cittadini che hanno diritto ad essere informati sulle attività istituzionali dell'amministrazione comunale. Di fatto, ciò determina il venir meno dell'obbligo della trasparenza nell'informazione nel comune della quinta città d'Italia". "Il blocco dell'informazione - hanno sottolineato inoltre i vertici della Fnsi e dell'Associazione siciliana della Stampa - costituisce l'interruzione di un pubblico servizio fondamentale per un corretto rapporto fra amministratori e cittadini".
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