Home Agenda Associazione Attivita' Documentazione Link Contatti
cerca
LA RIVISTA
HomeLa Rivista › Scheda evento
Ottimisti, pessimisti o realisti?
Numero 117/118 marzo - luglio

Leggo dai giornali che secondo una denuncia della Corte dei Conti gli italiani pagano una tassa occulta sulla corruzione nel sistema pubblico di 60 (sessanta) miliardi di euro.
Una enormità capace di far sembrare la manovra economica in corso un prelievo da bancomat, che ha fatto scrivere a Curzio Maltese che la differenza tra gli anni di Tangentopoli e i nostri si riduce al fatto che "allora si rubava per fare politica e oggi si fa politica per rubare".

Non concordo pienamente su questa sintesi e sull'efficacia di giudicare la realtà in modo così tranchant ma, proprio per questo, alcuni segnali andrebbero meglio osservati e capiti.

È certamente vero che i tempi tra l'indignazione per lo scandalo pubblico quotidiano (siano appartamenti, fatture false, favori di ogni tipo) e l'assuefazione della gente si riducono rapidamente rispetto al passato.
Il tempo della conoscenza, della riflessione e del farsi una opinione sulle cose praticamente non esiste più.

Quello spazio in cui ci si misurava con sé stessi o con la propria coscienza oggi è riempito da centinaia di messaggi pubblicitari, da isole ricolme di personaggi più o meno famosi, da grandi fratelli, da ballerini, cantanti, quiz, soap-opera, tronisti e bambini canterini.

L'Italia, il paese che in 2000 anni non ha fatto nessuna rivoluzione, è stata attaccata e sconfitta da un nemico nemmeno tanto invisibile e dotato, per usare una felice frase di Alessandro Bergonzoni, di micidiali mezzi di "distrazione di massa".
In quella distrazione scientificamente voluta e abilmente costruita è naturale che indignazione, proteste e persino informazione e comunicazione si annullino.
Il mondo reale viene così sostituito da quello virtuale, i problemi che contano schiacciati dai problemi superflui, la banalità eletta a chiave di lettura del quotidiano.

Da qui nasce la più ridicola delle divisioni dialettiche: quella tra pessimisti e ottimisti (a quanto quella tra intelligenti e sciocchi?).
Una divisione pensata, come tante altre, per eludere ogni forma di dibattito e di confronto.

Anch'io vengo spesso invitato a praticare la consolatoria pratica dell'ottimismo.
Ad esempio: di fronte alla notizia di 122.000 candidati per 500 posti di lavoro al Comune di Napoli che fare? Esprimere moderato ottimismo sul Meridione e il suo futuro oppure cedere ad un pessimismo su quella parte del nostro Paese la cui
debolissima economia spinge migliaia di giovani laureati e diplomati alla ricerca del posto pubblico?
In questi casi penso che coloro che ballavano sul ponte del Titanic considerassero pessimisti anche i marinai che cercavano di salvare il salvabile.
E allora mi rincuoro.


Alessandro Rovinetti, Segretario generale dell'Associazione "Comunicazione Pubblica"


archivio completo »

AGENDA
tutti gli appuntamenti di Ottobre »












"Comunicazione Pubblica" sostiene

Mappa Aiuto Credits Privacy

Comunicazione Pubblica - Direzione di Milano tel./fax 02/67100712 r.a.
2001-2019 © Comunicazione all rights reserved - P.Iva 04630291005

Il sito web dell'Associazione Comunicazione Pubblica non utilizza cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie strettamente necessari per la navigazione delle pagine e di terze parti legati alla presenza dei "social plugin". Per saperne di più Accetto