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La comunicazione pubblica ? una battaglia decisiva
Numero 113/114 luglio-novembre

Quando l'anno scorso, impossibilitato a presenziare agli "Stati generali della comunicazione pubblica in Italia e in Europa-COM.Lab" organizzati dall'Associazione "Comunicazione Pubblica" e inviai un breve messaggio di saluto, la mia azione di governo era cominciata da poco, ma avevo già ben chiari alcuni obiettivi di fondo, tra i quali era - ed è rimasto - prioritario il potenziamento della comunicazione tra le Amministrazioni e i cittadini.

Avvicinare i cittadini, soprattutto, come dicevo allora e come ribadisco oggi, i più deboli, i meno abbienti, i più svantaggiati, alle Istituzioni del nostro Paese, vuol dire fare opera di costruzione della democrazia. Bisogna far sì che tutti si sentano parte di un grande progetto di società aperta, libera e responsabile, che si avvale delle nuove tecnologie come strumento di comunicazione e dialogo. Un anno fa era stata appena varata la Legge 133, primo passo verso una rinnovata concezione della Pubblica Amministrazione, più attenta ai propri doveri nei confronti della collettività. Ai dipendenti pubblici lanciavo una sfida: dimostrare a tutti di non essere dei "fannulloni", come buona parte dell'opinione comune li percepiva, ma al contrario di poter essere una risorsa indispensabile per il rilancio del Paese, che cominciava ad affrontare le prime avvisaglie di una crisi economica mondiale di vastissime proporzioni. Con soddisfazione
debbo dire che il mio messaggio è stato sostanzialmente accolto. Ne sono la prova, non solo la diminuzione drastica dell'assenteismo sui luoghi di lavoro, ma soprattutto il gran numero di progetti di rilancio e potenziamento degli uffici, dei programmi di lavoro, dell'utilizzo delle strumentazioni informatiche; la rapidità con la quale le Amministrazioni, soprattutto quelle locali, si adeguano alle norme in materia di trasparenza sulle consulenze, i compensi dei dirigenti e i loro curricula; l'entusiasmo con il quale diversi uffici - anche in questo caso, con gli Enti locali in primo piano - si interessano a progetti semplici ma di sicuro impatto come "Mettiamoci la faccia", che consentono ai cittadini di esprimere subito, in maniera elementare ma efficace, il loro gradimento - o la loro critica - per i servizi che ricevono.


Nel giro di un anno, abbiamo predisposto nuovi strumenti giuridici: cito fra gli altri la Legge n. 15 di delega al Governo, per l'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e l'efficienza e trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni, il Decreto legislativo che le dà pratica attuazione, le parti della Legge n. 69 che promuovono la trasparenza e avvicinano tutti i vertici pubblici ai cittadini, rendendone note le carriere e le retribuzioni. Tutto ha trovato posto sul nostro sito Internet, che viene continuamente aggiornato per miglioramento, per renderlo ancora più comprensibile, utilizzabile, "vicino" ai cittadini, loro "amico", in una parola. Amicizia: questo è il concetto che ho voluto rinverdire, dando vita ai due progetti di "Reti Amiche" e "Linea Amica". Il primo consente di usufruire dei servizi pubblici al di fuori degli uffici, evitando le code e i tempi morti, in condizioni di maggiore sicurezza e comodità: dal tabaccaio, in banca, presso gli uffici postali, dal proprio posto di lavoro, nei centri commerciali; il secondo permette di risolvere, con una semplice telefonata o una mail, i propri problemi quotidiani, entrando in contatto con le Amministrazioni competenti senza più perdere tempo e ricevendo una risposta ai propri quesiti in tempi ragionevolmente rapidi. Oltre a predisporre un servizio rivolto a tutti i cittadini - a regime, oltre 2000 contatti al giorno - abbiamo messo "Linea Amica" a disposizione della Protezione Civile nella difficile situazione dell'Aquila, contribuendo in maniera significativa - cosa di cui vado giustamente orgoglioso - ad alleviare le difficili condizioni dei nostri sfortunati ma coraggiosi concittadini abruzzesi.

Ho accennato all'operazione di "maquillage" del nostro sito, anzi di tutti i siti che sono riconducibili in qualche modo al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. Non si tratta di un vezzo da primi della classe, ma di un importante tassello di una più vasta operazione che stiamo preparando, volta a collegare in rete non solo le amministrazioni tra loro, ma soprattutto le amministrazioni con le imprese, gli ordini professionali e i cittadini.

C'è uno strumento del quale si parla da anni, forse da decenni, la Posta Elettronica Certificata (PEC). Da oggetto misterioso, la PEC deve diventare in tempi rapidi lo strumento principale di comunicazione pubblica. Dobbiamo tagliare in maniera drastica i tempi morti che separano cittadini, professionisti, imprese dalla fruizione dei loro diritti, e contemporaneamente la amministrazioni, tanto centrali quanto locali, debbono essere maggiormente consapevoli dei propri doveri: doveri di trasparenza, efficienza, imparzialità, rapidità. Il 2010 dovrà essere l'anno nel quale questo obiettivo verrà raggiunto. In questo quadro, i siti della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli, debbono essere rivisti, adeguati ai nuovi criteri per la comunicazione digitale, se occorre "rottamati" quando non servono più e generano confusione fra i cittadini, sempre alla ricerca di risposte chiare e semplici ai loro quesiti e alle loro necessità. Per questo è logico e giusto che la "pulizia" cominci da casa nostra. Quella della comunicazione pubblica è una battaglia decisiva, nella quale il ruolo delle regioni e degli enti locali è destinato a diventare sempre più importante. Nell'ottica di un federalismo responsabile e solidale, capace di coniugare la spinta propulsiva del Nord con le potenzialità del Sud, sarà alle Regioni e ai Comuni, e alle altre forme di rappresentanza locale, che i cittadini si rivolgeranno sempre di più. Già oggi la maggior parte delle osservazioni, delle sollecitazioni, delle critiche filtrate dalle diverse strutture del mio Ministero riguardano l'operato e il ruolo di Regioni ed Enti locali; quasi ogni settimana firmo nuovi protocolli d'intesa e convenzioni con regioni e città; con loro il confronto è serrato, talora anche aspro, ma sempre costruttivo.

Attraverso la "moral suasion", la pubblicità delle buone pratiche e anche la compilazione delle "liste nere" di quanti non si adeguano alle nuove norme, stiamo costruendo un modello di comunicazione pubblica non certamente univoco, ma sicuramente molto più armonioso e "interconnesso" che nel passato.

Fino a poco tempo fa, i cittadini sono stati costretti a navigazioni molto pericolose, tra uffici veri e virtuali, pratiche cartacee lente e interminabili e programmi informatici complicati e riservati agli addetti ai lavori. È ormai tempo di garantire a tutti rotte sicure e approdi confortevoli. In una parola, dobbiamo lanciare un nuovo modello di comunicazione pubblica, più flessibile, più versatile, in grado di condividere linguaggi e documenti. Sono certo che dal lavoro di iniziative come COM.Lab riceveremo suggerimenti preziosi e determinanti. Ancora una volta, buon lavoro a tutti.



Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione  e l'Innovaizomne


 



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