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La stagione del fare
Numero 108 settembre-ottobre

Con gli “Stati Generali della Comunicazione Pubblica in Italia e in Europa”si chiude un anno tra i più importanti nella vita della nostra Associazione. Chi pensava di bloccarci sulla vicenda del trasferimento di Com-p.a. a Milano ha ricevuto la miglior risposta che ci si potesse attendere. Non parole, spesso oltre il limite del buon gusto, ma fatti. Fatti che confermano la maturità e la vivacità di una Associazione che non ha più bisogno di tutele, peraltro non richieste, e che sta dimostrando di saper camminare sulle proprie gambe. La grande solidarietà che riceviamo in questi giorni è la miglior conferma che non torneremo indietro e che il lavoro di questi anni continuerà, in altre mani, ma non in altro modo. Da marzo ad oggi sono stati rinnovati gli organismi nazionali e quasi tutte le delegazioni regionaliì attraverso un meccanismo di larga partecipazione che ha prodotto un cambiamento rilevante nei gruppi dirigenti. Si sono rafforzati i rapporti con le Università, i Sindacati del pubblico impiego, i giornalisti e diverse Associazioni di settore. Abbiamo organizzato un convegno nazionale su “Le riforme perdute della Pubblica Amministrazione” che ha suscitato grande interesse. Siamo stati i promotori di una campagna di adesione all’Associazione riservata agli studenti di comunicazione pubblica nei corsi di laurea delle Facoltà di scienze della comunicazione e nelle altre Facoltà per renderli, sin da subito, protagonisti del loro futuro. Abbiamo partecipato al “Primo Meeting dei comunicatori pubblici-Public Camp”organizzato, alla Fiera del Levante, assieme alla Regione e alla Delegazione pugliese. Siamo stati positive presenze in incontri e convegni, dialogando, nel reciproco rispetto, con tutti coloro che, come noi, hanno a cuore il presente e il futuro della comunicazione pubblica. Le rinnovate Delegazioni regionali stanno vivendo una nuova stagione del fare, come testimoniano le iniziative già in calendario.

Tutto questo ci fa pensare che il 2009 sarà un anno ancora più importante. Restano al primo posto il riconoscimento professionale dei comunicatori pubblici e l’attuazione piena della Legge 150 per la quale abbiamo già definiti i profili professionali e approvato il codice etico. A gennaio l’Osservatorio per le Riforme della Pubblica Amministrazione avvierà il proprio programma sotto la guida del prof.Michele Morciano. Proseguiranno i nostri corsi di formazione e di aggiornamento dopo le tante esperienze positive. Parteciperemo con due convegni nazionali alle iniziative per ricordare il centesimo anniversario del conferimento del premio Nobel a Guglielmo Marconi.

Cercheremo di attivare un tavolo di consultazione con quelle associazioni che faticano a far sentire la propria voce pur svolgendo ruoli importanti nei settori sociali e culturali. Lavoreremo per realizzare la seconda edizione del Meeting di Bari e ci impegneremo per costruire una nuova alleanza degli innovatori, sempre più necessaria se vogliamo far riprendere il cammino alla cultura della comunicazione dentro e fuori le nostre Istituzioni. Accoglieremo l’invito che il ministro Renato Brunetta ci ha rivolto nel suo saluto a Bologna, per dare, come in tante altre occasioni, un nostro originale contributo per un reale cambiamento della Pubblica Amministrazione.

Un simile programma di lavoro, necessariamente indicato per sommi capi, non sarebbe neppure pensabile se non potessimo contare sull’entusiasmo, l’intelligenza e l’impegno di centinaia di soci e di tanti amici e colleghi. A questi va il nostro grazie e la nostra promessa di concretizzare quei risultati importanti per il loro futuro e per quello delle nostre comunità. Perché non possiamo dimenticare che la comunicazione pubblica non può ridursi ad una semplice attività commerciale ma deve diventare un modo permanente per far crescere consapevolezza, condivisione e partecipazione di tutti coloro che vogliono un Paese moderno ed europeo. In fondo, quello che distingue una associazione di libere persone quale noi siamo da una qualunque lobby è proprio la volontà di impegnarsi per il bene comune e non per gli interessi di una sola parte.


Gerardo Mombelli, presidente di "Comunicazione Pubblica"
Alessandro Rovinetti, segretario generale di "Comunicazione Pubblica"


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