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LEGGE 150: IL PARERE DEL CONSIGLIO Dl STATO
Numero 67 Maggio-Giugno

CONSIGLIO DI STATO Sezione Consultiva per gli atti normativi Adunanza del 21 maggio 2001 N. Sez. 137/2001 Oggetto: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEl MINISTRI -Schema DPR - Regolamento recante norme per la determinazione dei titoli per l'accesso alle attivit? di informazione e comunicazione e per l'individuazione e la disciplina degli interventi formativi, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 giugno, n.150, e comunicazione delle pubbliche amministrazioni. LA SEZIONEVista la Relazione n. 62196/UL/46.635 del 17 maggio 2001 con cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto il parere di questo Consiglio in ordine allo schema di D.P.R. suindicato. Letti gli atti e udito il relatore-estensore, Consigliere Francesco D'OTTAVI, PREMESSO: Il richiedente Ministero nella richiamata relazione premette che lo schema di regolamento in esame ? stato approvato in sede preliminare dal Consiglio dei Ministri in data 7febbraio 2001, successivamente inoltrato alla Conferenza Unificata Stato-Regioni e Stato-Citt? ed autonomie locali, ? stato da questa esaminato, dapprima, in sede tecnica, nelle riunioni del 22 marzo e del 12 aprile 2001, nel corso delle quali sono state convenute alcune modifiche proposte dalle regioni e dall'ANCI e, da ultimo, in via definitiva, nella seduta della Conferenza Unificata del 19 aprile 2001. In tale data, ? stato acquisito il parere favorevole all'intesa dell'UPI, dell'UNCEM, dell'ANCI e dei Presidenti delle regioni, e del Governo, che ha raccolto le ulteriori richieste di modifica avanzate in quella sede dalle regioni e dall'ANCI, come risulta dal verbale che qui si allega.La Presidenza rappresenta poi che lo svolgimento, da parte delle pubbliche amministrazioni, di attivit? di informazione e comunicazione ? stato normativizzato, in via generale, con il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, il cui articolo 12 ha istituito gli URP. - Uffici per le Relazioni con il Pubblico. Rileva peraltro la Presidenza che lo svolgimento di tale tipo di attivit?, necessita di talune, specifiche, professionalit? che non sempre sono attualmente presenti nelle pubbliche amministrazioni. Sulla base di tale avvertita circostanza il legislatore ? quindi intervenuto, con la legge 7 giugno 2000, n. 150 - recante "Disciplina delle attivit? di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni" - per porre delle regole, sia di principio che operative, cui la pubblica amministrazione deve attenersi nella predisposizione e nella comunicazione del e informazioni. La legge (art.5), dovendo altres? affrontare la disciplina dei requisiti di cui il personale pubblico deve essere in possesso per poter svolgere le funzioni di informazione e comunicazione, ha demandato tale compito ad una fonte regolamentare. Nel presente schema regolamentate, evidenzia la Presidenza, si ? cercato di far s? che il personale addetto agli uffici cui sono affidate le funzioni istituzionali di comunicazione sia adeguatamente formato ed addestrato, in modo tale da garantire un elevato livello minimo di professionalit?, che possa rendere pi? agevoli e produttivi i rapporti della cittadinanza con a pubblica amministrazione e che possa consentire a quest'ultima di disporre, al proprio interno, delle risorse umane adeguate ai compiti di comunicazione - diversi dalle tradizionali funzioni amministrative - che assumono sempre maggior importanza correlativamente allo sviluppo delle I.C.T. (Information & Communication Technology). L'impianto del regolamento ? sostanzialmente ripartito lungo le due direttrici della disciplina a regime, che riguarda i titoli che consentono al personale pubblico di essere utilizzato per le attivit? di informazione e comunicazione, e di quel a transitoria, che concerne le attivit? formative prescritte per coloro che, pur se gi? addetti agli uffici che svolgono attivit? di comunicazione e informazione istituzionale, e quindi dotati di una certa esperienza nel settore, tuttavia non possiedono quegli strumenti conoscitivi, adeguatamente aggiornati, che consentono di adempiere al proprio ufficio in modo da tenere il passo con le crescenti innovazioni tecnologiche e con la messa a punto di sempre nuove tecniche comunicative. CONSIDERATO: Come rilevato nelle premesse e come pi? diffusamente illustrato dalla richiedente Presidenza nella richiamata relazione, con lo schema di D.P.R. in esame viene data attuazione alla previsione di cui all'art.5 della L. 7 giugno 2000, n.150, recante la disciplina delle attivit? di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Lo schema di regolamento, in linea con le previsioni e le finalit? fissate dalla richiamata norma primaria, prevede in dettaglio i requisiti di professionalit? specifica che devono possedere i dipendenti addetti ai servizi di informazione e comunicazione. Il provvedimento e suddiviso in due previsioni, quella futura, e quella temporale-transitoria relativa alla situazione attuale. Sul contenuto del provvedimento, che appare conforme agli scopi previsti dalla normativa, la Sezione esprime parere favorevole. Ritiene tuttavia opportuno che il provvedimento sia confrontato con il contenuto del recente D.Lgs 30 marzo 2001, n.165 (pubblicato sulla G.U. n.106 del 9 maggio 2001) i cui estremi (cfr. artt. 10 e 11) dovranno essere citati nel testo. Alcune integrazioni formali sono evidenziare nello schema allevato. P.Q.M. Nelle suesposte considerazioni ? contenuto il parere favorevole espresso dalla Sezione. Visto: Il Presidente della Sezione Il Segretario della Sezione Per estratto dal verbale: Tommaso Alibrandi Maria Barbagallo


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